Impressioni sul cartellone del corso “Kaos – Dar Arte al Cambiamento”

Un Venerdì, entrando nell’aula del Centro Diurno, abbiamo trovato un’opera realizzata da alcuni utenti durante il corso del Programma FOR: “KAOS: Dar arte al cambiamento” condotto da Cristina Agazzi.

Dato che l’opera ci ha colpito molto, abbiamo chiesto a Giuliana, una partecipante del corso, di raccontarci come hanno creato l’opera.

Nell’incontro è stato proiettato il video “Cambiare tanto con poco, un piccolo gesto d’amore può cambiare molte vite” ed in seguito si è sperimentato il cambiamento attraverso la trasformazione di un oggetto familiare.

Ogni partecipante ha dunque iniziato a produrre liberamente in una parte del cartellone. Più volte, dopo alcuni minuti di realizzazione, i partecipanti al gruppo si scambiavano di posto per continuare a modificare il lavoro già fatto dagli altri, arricchendolo con le proprie idee.

Abbiamo pensato di scattare alcune fotografie e scrivervi
le sensazioni che l’opera ci ha suscitato.

LUCA: A me è piaciuto il disegno della farfalla con quattro occhi con scritto una breve riflessione che dice: “volo – rivivo adesso”. Mi fa pensare all’evoluzione del bruco in farfalla, come avviene la maturazione da parte di qualunque persona, che sia utente psichiatrico o un semplice cittadino.

MARCO: Quello che mi è piaciuto del disegno sono state le parole change ed evoluzione, perché mi fanno pensare al cambiamento di una persona, dalla prima volta che entra al CPS e sta male, fino a quando la persona guarisce grazie ai percorsi riabilitativi proposti dal centro diurno e riesce a trovare degli obbiettivi per il suo futuro.

FABIO: Quello che mi ha colpito del disegno è stato un oggetto in particolare applicato sul cartellone, più che i disegni in sé, o le frasi scritte, o le parole. Si tratta di un guanto azzurro perché non avrei pensato di applicare un oggetto simile quindi l’ho trovato molto interessante.

ALBERTO: Mi ha colpito la frase “gli occhi dei bambini”, mi sono venuti in mente i video dei bambini che hanno bisogno di medicine, cibo, affetto, amore e solidarietà.

ANDREA: Mi ha colpito il Fiore, perché sembrava prodotto da un’unica mano, e i colori a pastello gli danno un’aria delicata.

STEFANO: Mi ha colpito l’ape che entra nella conchiglia, una spirale infinita. E guardare il lavoro da tutte le prospettive, per scoprire qualcosa di nuovo.

Kaos – Dar Arte Al Cambiamento

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Autore dell'articolo: La Redazione

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