Le parole ritrovate 2017: il nostro racconto

 

Lo scorso 6 Ottobre un gruppo composto due utenti ESP (esperti in supporto fra pari), due operatori e nove partecipanti al corso ESP 2017/2018, si è recato a Trento per la giornata centrale dell’annuale evento “Le Parole Ritrovate”.

Arrivati a destinazione abbiamo trovato l’abituale calda accoglienza degli addetti ai lavori e ci siamo posizionati in balconata. Per quest’anno, infatti, eravamo semplici spettatori, non era previsto un nostro intervento durante la giornata.

Alcuni di noi non avevano mai partecipato a questo evento ed erano curiosi al riguardo di come potesse funzionare una manifestazione di portata nazionale.

Al mattino, sul palco, c’è stata una grande alternanza di gruppi che hanno raccontato cosa sta succedendo nei loro servizi e nei loro percorsi.

Particolarmente interessanti sono state le esperienze estere.

Una, proveniente dalla vicina Svizzera, era di un’associazione che si occupa di disabili; ha portato la storia di un signore, che ha commosso parecchie persone nella platea, mettendo ancora una volta in evidenza le grandi difficoltà che il pregiudizio e le barriere architettoniche creano nelle vite delle persone che soffrono di una qualche disabilità.

Il signore in questione è costretto in carrozzina ma, come lui stesso dice nella sua testimonianza, la sua difficoltà principale non è data da barriere architettoniche, bensì da barriere mentali delle persone che incontra sulla sua strada che, prese dalla fretta della vita quotidiana, faticano a concedergli il tempo a lui necessario per poter parlare.

La seconda testimonianza estera è stata portata, via skype, da un gruppo di lavoro giapponese e, per lo meno per noi, è stata una bella sorpresa. Quel tipo di atteggiamento che noi identifichiamo nella recovery, loro lo hanno tradotto nel dare una possibilità di vita e lavoro a quelle persone che soffrono di disagi mentali basandosi su ciò che a loro riesce meglio e nel rispetto dei loro tempi.

Ci hanno raccontato l’esperienza di una casa editrice realizzata da pazienti e operatori: gli utenti, pur continuando il loro percorso di cura col servizio, ricoprono ruoli attivi e di responsabilità all’interno della casa editrice. Questo progetto permette ai partecipanti di condurre una vita tradizionale, di costruirsi un lavoro in modo efficace, di essere efficienti nonostante tutto e, soprattutto, di promuovere le caratteristiche e le diversità di ciascuno.

I Giri d’Italia della salute mentale.

Dopo pranzo, è stata presentata l’esperienza de “Il giro d’Italia” in bicicletta compiuto da un’operatrice di Gemona del Friuli, da lì partita e arrivata a Lampedusa attraverso diverse tappe sulla costa tirrenica, in cui ha incontrato utenti, famigliari ed operatori nei rispettivi territori.

Significativo anche il racconto di alcune tappe di un altro Giro d’Italia, quello delle Parole Ritrovate, che, per il secondo anno di fila, si è mosso sul territorio nazionale organizzando diverse Giornate Ufologiche e vari eventi all’interno del movimento del FareAssieme, nell’ottica di una rete nazionale a favore della salute mentale.
Arrivata la fine della giornata ci siamo rimessi in viaggio per Brescia, stanchi, ma con ulteriori stimoli per affrontare l’anno che ci aspetta.

Ci vediamo il prossimo anno, amici delle Parole Ritrovate!

 

Autore dell'articolo: La Redazione